È di schiena il camminare muto.

Senza volto solo nuvola.

Il traccheggiare del tempo

nei solchi polverosi.

 

Ho poche cose.

Una per dita sarebbero troppe.

Il cielo.

Un sorriso.

Gli occhi lucidi del mare.

E una carezza.

Per adesso non sento profumi ma li ricordo.

E ricordare è sempre rivivere.

La brezza sui campi di grano.

Ad occhi chiusi.

 

 

Sono giorni di maledizione di follia travestita non riuscirà il sole a scoprirli.

Se potessero guardare osservare il punto zero nel buco nero dell'uomo fuggirebbero.

Anche l'arcobaleno perde i suoi colori nel buio pece del pensiero.

 

graalf ( 16 apr 2013 )

C'è un filo di tristezza in questi giorni che stringe e lacera.

Laccio di fuoco e sangue ...

Stridono le unghie sul cielo mentre garriscono rondini ...