Qualche volta prima che scenda la sera

capita di ritrovarsi un pezzo di sole in una tasca

e un pezzo di cuore nell’altra.

Capita che scivoli il mare oltre le colline

e queste carezze ricordano

i bambini buoni e le gote rosse.

E capita pure di sedersi e piangere

come la luna bistrattata

la vecchia abbandonata e maltrattata.

E' come giocare a nascondino.

Tu ti nascondi, io ti devo cercare.

Io mi nascondo, tu non vuoi cercare.

Le solite manfrine degli innamorati, quelle che non si dicono.

Non si dicono altrimenti ci si scopre e si scoprono le carte.

E le carte vanno tenute nascoste, fino all'ultimo istante.

Quando sarà l'ultimo non lo sapremo forse lo staremo ancora aspettando e invece ci avrà già " fregati".

Abbondantemente.

" ti vedo sai...li dietro la colonna che sorridi...mi hai preso in giro ancora una volta"...

E mi stringi forte a te, non potrei respirare più ...

altrimenti. 

Dovresti venire qui tra i campi bruciati e quelli da arare quando il favonio spinge e le pale mescolano caldo e freddo quando le tortore tubano fino a morire di suicidi imprevisti sotto i fendenti degli uomini neri e di quelli veri.

Dovresti sederti qui sotto il fico lattiginoso quando la “vorea “ scuote le radici e le tegole ballano sotto le stelle che bombardano baci inaspettati e baci da conservare per tempi ancora da scoprire per tempi da dimenticare.

Dovremmo stenderci a guardare senza chiedere nulla senza chiederci di Dio e delle improbabili ipotesi nei dubbi sacrosanti...

A perdersi non ci vuole molto il tempo di una farfalla.

Rimangono i colori e la polvere tra gli indici e i pollici.

Le onde riflesse nelle rocce nelle gocce svolazzanti.

Il refrain dell'abitudine in solitaria attesa.

Sono giorni ormai così.

A guardarsi senza vedersi.

Ovunque vorrai potrò.

 

Un'altra lettera.

 

Da quando non scrivevo più,il tempo sembra abbia deciso di sostare un po' da queste parti,rifiatando dai suoi pensieri e dimenticando le preoccupazioni come se si fosse personificato.

Pensavo a te mentre guardavo il mare,silenzioso come non mai,e ti parlavo come se fossi li con me in quell'istante indeterminato.

Nessuno mi ha sentito,tranne te.

Pensavo a quanto fosse vicina l'altra sponda del nostro mare e quanto sangue hanno conosciute le rive di ciò che una volta era un lago.

Al nostro amore segreto tra i flutti quotidiani della vita,ai raggi del sole che filtrano pulviscolo di sentimenti rari,e al cielo che si divide in parti uguali,perfettamente combacianti.

Un bacio unico e rapito.

Un bacio rubato,conservato e ben nascosto.

Quel silenzio rotto dal frastuono nella testa come se la testa fosse un alveare appeso a un ramo,dondolio di una gravità inesistente.

Adesso penso a te che sei lontana,il dondolio del cielo sulla terra...

 

Se solo potesse il cielo descrivere la bellezza di questa terra di sembianza femminea.

Di queste morbide forme tra i seni e il ventre che ricordano le tue .

Di questa lingua che non smette mai di baciare con ardore e voluttà.

Di queste gambe stese al sole e al maestrale.

Se solo potesse...

scenderebbe ad abbracciarci uno ad uno rimanendo per sempre quaggiù.

 

È di schiena il camminare muto.

Senza volto .

Il traccheggiare del tempo

nei solchi polverosi.

 

Ho poche cose.

Una per dita sarebbero troppe.

Il cielo.

Un sorriso.

Gli occhi lucidi del mare.

E una carezza.

Per adesso non sento profumi ma li ricordo.

E ricordare è sempre rivivere.

La brezza sui campi di grano.

Ad occhi chiusi.

 

 

Sono giorni di maledizione di follia travestita non riuscirà il sole a scoprirli.

Se potessero guardare osservare il punto zero nel buco nero dell'uomo fuggirebbero.

Anche l'arcobaleno perde i suoi colori nel buio pece del pensiero.

 

graalf ( 16 apr 2013 )

C'è un filo di tristezza in questi giorni che stringe e lacera.

Laccio di fuoco e sangue ...

Stridono le unghie sul cielo mentre garriscono rondini ...