Gocciola la nebbia di un rosso scuro .

E stride sulle lavagne ben pulite.

A ben sentire persino l’ovatta dice

di tragedie appena illuminate.

La voglia di abbracciarla ti fa ritrovare

solo e insieme tra le braccia proprie.

E stringersi forte è un consiglio appropriato

sotto il mantello dubbioso e scolorato.

Ma stringersi forte tra se e se stessi

è puro esercizio di stile muscolare

contrattura di un pentimento

celato da buon sentimento.

La luna che si spoglia del sole

una volta per tutte una volta per sempre.

Di quel ricordo rimase ben poco.

Come lo scoglio Paradiso sotto le ondate del libeccio così solo la punta di un lieve dolore ormai sempre più lontano.

La guerra era finita da un po’ ma se ne preannunciava un’altra. Anni infami fatti di follia senza ritegno.

Di oscurantismo fuori luogo o quasi di un ritorno al più buio medioevo.

Di becerismo gratuito.

Vivevamo anni di tatuaggi incancellabili che poi scoprimmo aver lasciato il segno in profondità.

Anche l’ambiente aveva subito .

Stagioni fuori controllo. Gente fuori controllo. Terra impazzita come il clima come i governanti di quasi tutti i popoli.

Un giorno ci si ritrovava amici dei nemici di prima e gli amici di prima improvvisamente nemici.

Giuda contro Giuda.

E dei poveri Cristi le tracce erano sempre più visibili.

A qualsiasi latitudine . E non era più questione di razza.

Ci conoscemmo in giorni che sembravano il contorno degno della più bella primavera mai vissuta.

Ci perdemmo una notte di gelo non previsto con i tronchi dei pini a picchiarsi e il vento a mordersi la coda. Persino gli uccelli volarono altrove.

“ Abbi cura di te “

“ Anche tu...”

Un dialogo silenzioso nel frastuono indescrivibile.

Di quel ricordo rimane ben poco.

O forse molto di più.

Il libeccio,lo scoglio Paradiso e il picchiarsi dei pini mentre il vento si morde la coda. Ancora.

Mi confondono i tuoi occhi e il tuo sorriso.

Come i crochi con i narcisi bianchi.

E sotto il lampione spento dondolano i tuoi baci con i miei.

"..quanto adoro i temporali ! Ci vorrebbe un bel temporale ora,li adoro i temporali io ! ".

Continuano i tuoni in questo temporale interminabile.

E adesso mi manchi,come un ombrello.

Bagnato fradicio di questi cattivi pensieri e della stupidità umana mi chiedo dove tu sia ora.

Qui piove e tuona e spacca il cielo .

Il mare non è più lui ma uno scintillare di argento e piombo.

Sembra una battaglia navale.

E da un momento all'altro si può soccombere.

Adesso ho preso il sentiero giù tra i mirti.

Voglio farmi male probabilmente.

Voglio vedere il sangue dei rovi dalle gambe alle braccia.

Un tatuaggio senza inchiostro.

Tanto la pioggia slava tutto.

Slava le lacrime.

E le nasconde agli occhi.

Manca il respiro perché controvento l'aria diventa un tappo.

E il naso non può bastare.

Mi fermerò sotto la quercia spaccata.

Un fulmine la trancio'.

Forse non sono così folle meglio spostarsi altrove tanto oramai sono bagnato fradicio. Continuo a chiedermi tu dove sei come un refrain di una canzone.

Dove sei...

Dove...

Dovresti essere qui adesso ti piacerebbe.

Le onde schiaffeggiano gli scogli,l'acqua si nebulizza in aerosol e respirare sale è così semplice che non serve farsi male ancora.

I miei polmoni soffiano dolore lo stesso tuo .

Quello che non nascondesti.

Dove sei...

Dove... 

Dovrei inseguire la cincia che vola allegra fin dentro il bosco

e tra i faggi e la scogliera segna i confini ai sogni .

Oppure seguire piano e nel silenzio il frinire incessante di ali sfregolanti.

Mi fermo qui

sotto il mirto cavo

e a testa in su conto le nuvole e poi le stelle.

Che una ad una formano il sentiero che porterà da te

quando la sera sarà sincera.

Portami via.

Troppe le cose strane senza parole.

E capire non è facile.

Portami via come l’ultima cosa preziosa.

Dove non ci sono più gabbiani e non si sentono più cannoni cantare.

Oppure lasciami li.

Dove il mare confonde ragione e cuore e impazzire è solo fiorire tra fiori nuovi.

Tra i rovi insanguinati c’è uno spazio ancora scrivere l’ultimo peccato sensato.

Questo sale non sa di sale né di lacrime .

Questo mare sa di te e dei tuoi occhi.

E i tuoi occhi vedono la vita.

Lì dove cielo e mare si baciano.

Dove il salto delle onde è sogno misto al profumo.

Dove si protende il cuore ai suoi rami verdi.

E i frutti hanno il colore dei tuoi capelli.

Quando ancora il grano è vivo.

Quando quasi sa di pane.

...

Ci aspettavamo dove non avremmo dovuto. I nascondimenti devono essere tali per essere credibili. Non ci si può nascondere dietro un fiore. Ne dietro uno stelo di glicine. ...Che tanto il profumo rimane forte e ci si ritrova ad occhi chiusi... E far finta di essere ancora morti non serve a coprire i bum bum dei cuori ribelli. ...che se mi accarezzassi ora sarebbe un sacrificio per gli occhi degli invidiosi. Vomitare tutte quelle farfalle un bene necessario per chi non capisce non capirebbe non capì mai. Ma guardarli dubbiosi ora è il segno della croce che si spostò da una collina a un'altra. Ed esserci,in cima,ci salverà per sempre.

La macchina dei dubbi, segna il tempo affannandosi

l'unico gnomone del paese riporta l'ombra sul tuo viso:

le tue rughe al pari sembrano lievi carezze...

 

( 28 lug 2012 )

Se Dio volesse

Mi porterebbe a te

Anche sotto la pioggia.

Invece se ne sta lì

Seduto a rimirarsi.

Sotto il suo ombrello.

Questa sera ha radici in cielo e tu le vedi rosa.

Del silenzio che ci avvolge sento il rosso forte sulle guance.

La semplicità che scioglie la ruggine dei cardini.

Non c'é luogo dell anima che il cuore non abbia visitato

e sei tuoi occhi non lo conoscono

prega il tuo dio che ti indichi la strada... 

- Vorrei qualcosa di tuo,un oggetto,un ricordo,un idea,qualcosa che non mi faccia mai dimenticare di te,di ciò che sei...

- Ti lascio con qualche difficoltà lo sguardo sorpreso di fronte alle novità,lo stupore dei bambini davanti ad un regalo inaspettato,l'angoscia di un non-ritorno e la speranza che un addio sia un arrivederci.

- Si,belle cose...ma come faccio a conservarle?

- Non potrai mai conservarle se non nello sguardo del cielo se alzerai la testa verso il sole,nelle discese ripide e vocianti dei torrenti dalle sorgenti alle valli,nei sorrisi dei fiori non colti e nel profumo che disegna i prati,nei campi di fieno subito dopo la falciatura, nel ronzio delle api e del loro miele,nella sabbia spostata dal vento mentre la marea si ritrae lenta verso altri orizzonti non considerati...

- Una cosa semplice semplice !!!

- L'unica possibilità se si vive e chi vive non ha bisogno di ricordare... 

A guardare il mare come un bambino che dorme e nei suoi pugni chiusi stringe l’amore puoi trovare il riflesso del tuo che stringi stretto per paura.

Ora che la luce vince stringimi forte che bambino fui ormai da tempo e per ricordo solo pugni stretti rimangono a segnare i passi.

Scrivilo il cielo di parole nuove.

E di colori riempi gli spazi.

Come i petali alla corolla così il cielo ai fiori.

Di nome in nome senza parole.

Di cuore in cuore alle anime.

Si consuma la candela e le nuvole fuggono .

Il blu nell’azzurro e le macchie di bianco.

Sorridono le finestre al passaggio.

E il vicolo si fa abbraccio a nascondere.

Sono invisibili i cuori impazziti.

Sbattere d’ali all’orizzonte acceso.

Due labbra arrossate timida passione.

Lei voleva un figlio da me.

Poi andò via.

Rimasi in balia di un sogno.

Tornò con un figlio.

Pareva lei da piccola .

Rimase in silenzio . Rimasi in silenzio.

 

“ ...da qui il mare non è distante. Puoi vedere fin oltre l’orizzonte. E sentire il petto che brontola. Lì il cielo si butta in mare...”

 

Ancora brontola il petto e in quel punto il cielo si abbraccia al mare come allora.

Mi è rimasto tutto in questo angolo.

La brezza dondola sui faggi antichi e le mie mani tremano malinconia lontana.

Piangono i gabbiani e i corvi festeggiano.

 

È un canto antico che viene dal mare o un pianto rinnovato di disperazione tra i campi di sale e il rosa selvatico pungenti i rovi e i dolori a pelle.

Tra la strada diritta e i passi fermi la begonia e l’olivo stanco strattonati al maestrale riportano in luce tutta una vita da vivere ancora.

Ci sono sentinelle alate e altre fiorite a presidiare i territori esplorati e quelli da scoprire ancora.

Può il profumo del mare portarci altrove mentre si è chiusi nel silenzio del vento e della burrasca.

Può un battito improvviso scrostare la ruggine dagli stipiti e dai portoni,secolari guardiani di guerre e di amori nascosti.

Tutto può,tutto è,tutto sta.

Persino occhi fugaci annuiscono e il bacio del vento è dolcezza infinita.

Il respiro profondo del mare.

Nei tuoi occhi.

 

Del sale rimane la purezza il lucido sul viso e del sole la carezza.

Del mare lo sguardo fermo il sogno dell’eterno tra le linee azzurre.

Adesso colorano fiori notturni per ogni goccia di pioggia per ogni canto distante.

 

C’è odore di terra bagnata

E l’aria si tinge di rosa

A un passo dal cuore

c’è tutto il mondo.

 

 

Manca poco all’alba.

Tutto in un attimo.

La vita più breve.

Poi niente più tramonti.

Niente aurore.

Niente di niente.

Siamo gas una volta cenere.

Volatili senza ali.

Col muso senza denti.

Manca poco all’alba.

Per un’altra speranza.

O forse l’ultima oramai.

SE FOSSI MAJAKOVSKIJ

Abbiamo ereditato

uomini senza naso nè occhi nè orecchie.

Forme sinuose dentro pelle pronta a risuonare.

E uomini con la coda cani senza anima cacciatori di potere.

Risuonano le trombe nei vicoli di letame: è in atto un altra caccia.

Forse avrà fiuto occhi per vedere orecchie ad ascoltare chi fugge da se stesso scendendo da una croce....

 

Tutto cominciò per una fotografia.

Il tuo risveglio il primo giorno a Parigi.

Già!

Parigi.

C’è sempre stata nel mio destino,in un modo o nell’altro. Ci ho vissuto e andato via. Tornato più volte,più volte andato via. Sempre presente anche nelle assenze. Due amanti appassionati. E tu mi mandi una fotografia proprio da Parigi ?

Chi poteva immaginare cosa avrebbe significato quella mail? Cosa avrebbe comportato...

Quando ci si innamora si diventa più buoni. Gli occhi brillano della luce dell’anima che danza. Quando ci si innamora si diventa più forti. E gli occhi più lucidi del solito e i profumi diventano tangibili.

Sorridere e ridere a crepapelle. Noi.

Ci cercavamo senza esserci persi ma ogni volta era un rincorrersi impauriti.

Il timore di perdersi così forte esiste solo negli innamorati e nei combattenti.

Abbiamo combattuto battaglie impreviste e prevedibili. Abbiamo perso e vinto.

Ora vorrei baciarti senza pensare più.

Nonostante le nostre mani tremano ancora ogni volta come se fosse la stessa identica volta di tanto tempo fa.

Tutto ebbe inizio da Parigi.

Non oso immaginare altro...

Se vuoi mi terrorizza.

 

oggi bacio le pietre che silenziose parlano

di amori veri di fugaci baci

di sogni fuggiti di fughe oltremare

dove non si fugge si vive e basta

nei sogni nei baci nei riflessi del sole quando la vita vive... 

 

Ho sorpreso la notte .

Ed ho sperato che ci fossimo noi.

Che avesse quel profumo.

Lo stesso tuo.

Che avesse queste mani.

Le stesse nostre.

Che nella testa non ci fosse altro.

Gli occhi chiusi.

E andare a memoria.

Curva dopo curva.

Porta dopo porta.

Oltre questa notte.

 

Ho deciso di amarti...

i giorni dispari vengo io da te i pari tu da me...

faremo l'amore la sera e sesso il pomeriggio ( rende di più )

se vorrai abbracciarmi fa attenzione che non sia in abbigliamento formale ma potrai abbracciarmi sempre quando vorrai,se io vorrò.

Ho deciso si...mi sembra la cosa più naturale,decidere.

Qualcuno dovrà pur farlo.

Ecco io deciderò la prima settimana tu la seconda e visto che le settimane sono quattro saremo in perfetto equilibrio.

Perchè bisogna avere equilibrio,pianificare tutto,altrimenti che amore è...

Ti bacerò quando me lo chiederai e sarà solo di mattina,perchè la sera faremo l'amore e il pomeriggio sesso.

Rimane la notte...

La notte scapperemo più lontano possibile,per riprendere quell'equilibrio che sicuramente avremo perso...abbondantemente...perchè l'amore brucia,spegne,è anarchico...

e noi non possiamo farci fregare!!!

 

graalf ( 5 lug 2013 )

 

 

Sfila la luna il suo dolore.

E il suo dolore diventa vento.

Soffia il vento la sua felicità.

E la gioia divenne canto.

Di quel canto le note sparse alla terra.

E dalla terra nacque un fiore.

Dal suo profumo visse per ogni morte la sua rinascita nell’amore.

Di quel dolore solo un filo rimase tra i petali bianchi della luna.

Solo un filo a ricordare il vento e il canto,la terra e il fiore...

Continuare a cercarsi senza essersi mai persi mi ricorda il mare che si ritrova sempre il cielo addosso...

 

Portami al mare che tanto lo conosco il sale e la sabbia la mangiavo già da piccolo. E mio nonno mi rimprovera ancora e mia nonna già non c'era più. Portami al mare che voglio rubarlo tutto che tanto ho svuotato le tasche quelle che erano bucate di sogni e speranze. E mio padre non c'è più neanche lui che vola ancora e le ali non gli servono e i motori non rombano per gli altri,non più. Portami nel verde nel blu negli abissi profondi del cielo,che non ho più colori e tavolozze non ne ho mai avute ne pennelli. E mia madre che aspetta sempre che passi l'ora sbagliata di un tempo sbagliato e non è lei che sbaglia,lei paga gli sbagli non suoi.. Portami nel giallo nel rosso dei tuoi fiori nei tramonti e nelle aurore,che tanto non so volare,ho solo ali di cartone giallo e testa dura di corazza e pianto di gioia e di dolore e mani vuote di sogni spezzati e acuminati. E mia madre che aspetta che suoni la sirena della fine della partita persa e da rigiocare. C'è troppo vento sopra il mare...

 

 

Non si dovrebbe aspettare troppo. Al massimo tre giorni di maestrale per sconvolgere tutto. Il tempo di un salmo recitato sottovoce. Sulle labbra di sale . E rivedersi a testa in giù. Come in una capriola . Rotolando verso il blu. Che poi sia cielo o mare poco importa. Non si dovrebbe aspettare per niente. Prendersi subito per come viene. E dove capita. Come una poesia imparata a memoria magari senza aver capito il senso ma detta velocissimamente per levarsi l’impiccio e il rischio di dimenticarla evitando di piangere come quel bambino che agli esami di quinta elementare fece decenni orsono perché “ Il 5 maggio “ era troppo lunga e non puoi pretendere da un bambino di circa dieci anni la perfezione. Non si dovrebbe. Perché di condizionali si può morire in attese imprevedibili alle prese con presenti inimmaginati. Tra un blu che sa di cielo e mare insieme...